Il Ministero Affari Esteri-Unità di Crisi ha trasmesso i seguenti avvisi:
EGITTO: Nel Paese si registra una progressiva ripresa delle attività ed una tendenziale normalizzazione.
Nondimeno, in ragione di un contesto generale di sicurezza ancora non pienamente ristabilito e con perdurante volatilità, si raccomanda cautela nelle principali città che sono state interessate dai movimenti di protesta, dove possono ancora registrarsi assembramenti.
Nelle zone turistiche del Mar Rosso, Luxor e Assuan la situazione appare normale.
Per coloro già in Egitto o che vi si rechino si consiglia di mantenersi informati sull’evolversi della situazione attraverso i mass media locali e internazionali o il proprio agente di viaggio, di evitare ogni luogo di eventuali manifestazioni, assembramenti politici o religiosi. Si raccomanda altresì di
rispettare gli orari di coprifuoco decretati dalle Autorità egiziane, attualmente ridotto a poche ore notturne (2,00 am – 5,00 am).
Permane il rischio di atti terroristici nel Paese. Particolari cautele sono raccomandate nelle località turistiche del Sinai, nella regione al confine con la Striscia di Gaza, ad Alessandria – anche alla luce del grave attentato ivi verificatosi il 1 gennaio scorso - ed al Cairo. Si raccomanda pertanto ai
connazionali di adottare la massima prudenza nei luoghi affollati.
Si sono registrati nelle acque antistanti o limitrofe alla barriera corallina di Sharm El Sheikh alcuni attacchi di squalo a danno dei bagnanti, di cui uno letale in data 5 dicembre 2010. Si sottolinea, pertanto, l’esigenza di attenersi alle ordinanze emesse delle Autorità egiziane relativamente
all’attività di balneazione.
Al fine di evitare il rischio di respingimento alla frontiera ed all’arrivo agli aeroporti egiziani, si raccomanda di attenersi alle indicazioni relative ai documenti di viaggio (carta di identita’/passaporto) riportate alla voce “Informazioni Generali - Documentazione necessaria per
l'accesso al Paese” .
Le Autorità di Sicurezza egiziane hanno di recente ulteriormente limitato il transito attraverso il valico di Rafah, già precedentemente limitato a soli passaggi per questioni di natura umanitaria. L’apertura e’ infatti rivolta, in via primaria, ai Palestinesi in transito da e per l’Egitto per ragioni sanitarie ed agli studenti palestinesi residenti all’estero. Tutti gli altri casi vengono valutati di volta in volta dalle Autorità egiziane.
Le Autorità egiziane sottolineano che Rafah e’ destinato al transito di persone e non a quello di beni e merci. Le ONG e le Organizzazioni della Società Civile, che intendano organizzare convogli di aiuti umanitari in arrivo in Egitto (via area o via mare) verso la Striscia di Gaza, sono obbligate a specifici adempimenti richiesti dalle
Autorità egiziane. Si invita pertanto ad acquisire le informazioni direttamente all'Ambasciata d’Italia in Egitto.
A seguito del rapimento di cinque connazionali avvenuto nel settembre 2008, si sconsigliano tassativamente viaggi nel deserto, nella regione tra il Gebel Al Uweynat ed il Gilf El Kebir, nel sud ovest del Paese, ai confini con la Libia e con il Sudan, dove sono riusciti a penetrare gruppi di ribelli o di
criminali comuni.
In generale, per tutti i viaggi nel Paese, si raccomanda di affidarsi ad agenzie di viaggio che diano garanzia di serietà ed esperienza. Si suggerisce altresì di sottoscrivere una assicurazione che copra anche le spese sanitarie e l’eventuale trasferimento aereo in altro Paese o il rimpatrio del malato.
L’OMS ha segnalato altri nuovi casi d’influenza aviaria (virus H5N1), l’ultimo dei quali segnalato il 27 marzo scorso nel Governatorato di Kafr El-Shaikh; gli altri casi segnalati nei Governatorati di Alessandria e di Behira. I precedenti casi colpiti dalla malattia dal 18 gennaio provenivano dai Governatorati di: Ismalia, Dakahlia , Sharkia e di Menofia e Damiata. I casi confermati finora dal 2007 sono 137 di cui 45 decessi. I malati erano stati a contatto con pollame infetto. Le Autorità locali seguitano ad adottare controlli e misure preventive contro il diffondersi della malattia specie negli allevamenti di volatili. Per suggerimenti e consigli del caso vedere il FOCUS voce “ Sicurezza Sanitaria” sulla home page di questo siti.
TURCHIA: “A seguito delle rinnovate tensioni politiche e della campagna elettorale in corso, si ribadisce l’invito ad evitare i luoghi dove si svolgano manifestazioni politiche ed assembramenti (come, ad esempio, le celebrazioni del 1 maggio 2011 a Piazza Taksim, Istanbul). Questo invito vale in particolare per le grandi città e per tutto il sud-est del Paese.
In ragione di alcuni episodi terroristici che hanno interessato il Paese nel 2010, inclusa la città di Istanbul,
non si può escludere il verificarsi di ulteriori atti terroristici che potrebbero colpire anche istituzioni o strutture
frequentate da stranieri.
Le Autorità turche seguitano ad adottare rafforzate misure di sicurezza - in particolare a tutela dei turisti - e
mantengono un esteso monitoraggio soprattutto nelle aree orientali e sud-orientali della Turchia, in cui
potrebbero aver luogo manifestazioni pubbliche potenzialmente esposte a rischi sotto il profilo della
sicurezza.
Si raccomanda pertanto di adottare, nelle suddette aree, misure di cautela anche in relazione ad una
possibile ripresa delle attività terroristiche di matrice curda.
Si segnala che il Paese, come altri della regione, è a forte rischio sismico (si veda voce “SICUREZZA”).
Si consiglia di stipulare, prima di intraprendere il viaggio, una assicurazione sanitaria internazionale che
preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l’eventuale rimpatrio aereo del malato e di
registrare i dati relativi al viaggio in Turchia sul sito www.dovesiamonelmondo.it.”
In ragione della situazione ancora fluida nel Paese, si consiglia ai visitatori di considerare la
possibilità di posticipare i viaggi non necessari in Siria. Per coloro che comunque intraprendessero il
viaggio, si raccomanda che esso venga opportunamente concordato negli itinerari con il proprio agente
di viaggio, alla luce degli sviluppi della situazione e d’intesa con l’agenzia e la guida di riferimento
locale.
Si raccomanda di tenersi costantemente informati sulla situazione attraverso i mass media locali ed
internazionali, e di segnalare sempre la propria presenza all’Ambasciata d’Italia a Damasco (e mail:
consolare.damasco@esteri.it), registrandosi anche sul sito dell’Unità di Crisi: www.dovesiamonelmondo.it e
di attenersi alle modalità sotto descritte.
Si raccomanda di evitare le aree dove si sono verificati scontri e in particolare Homs, Daraa ed il sud del
Paese, nonché le zone costiere settentrionali, con particolare riferimento a Lattakia e Banias. Si
raccomanda inoltre di evitare gli assembramenti e di adottare comportamenti consoni al contesto locale,
astenendosi dal fotografare, anche con i cellulari, o riprendere le eventuali manifestazioni.
Durante il fine settimana, specie dopo la preghiera del Venerdì, si sconsiglia di trovarsi in prossimità
delle zone limitrofe alle moschee e di evitare spostamenti non necessari all’interno delle città per il
possibile rischio di trovarsi coinvolti in cortei o assembramenti non prevedibili.
Si raccomanda ai connazionali di verificare l’integrità del passaporto prima della partenza e che sullo stesso
non figurino timbri di entrata o di uscita né di Israele, né di località di frontiera con Israele di Paesi ad esso
limitrofi: si verrebbe immediatamente fermati o reimbarcati, a proprie spese, sul primo volo utile per l’Italia.
Si ricorda che - per recarsi nel Paese - è obbligatorio il visto di ingresso (vedi Informazioni Generali). Si
raccomanda, in particolare, a coloro che dal vicino Libano intendano recarsi in Siria, di munirsi
preventivamente del visto di ingresso siriano da richiedersi all’Ambasciata siriana a Roma (si sono,
infatti, registrati frequenti casi di respingimento, in quanto il visto non è concesso direttamente alla frontiera
tra i due Paesi).
Si suggerisce di sottoscrivere un’assicurazione che comprenda anche la copertura delle eventuali spese
sanitarie ed il rimpatrio aereo del malato.
SIRIA: In ragione della situazione ancora fluida nel Paese, si consiglia ai visitatori di considerare la
possibilità di posticipare i viaggi non necessari in Siria. Per coloro che comunque intraprendessero il
viaggio, si raccomanda che esso venga opportunamente concordato negli itinerari con il proprio agente
di viaggio, alla luce degli sviluppi della situazione e d’intesa con l’agenzia e la guida di riferimento
locale.
Si raccomanda di tenersi costantemente informati sulla situazione attraverso i mass media locali ed
internazionali, e di segnalare sempre la propria presenza all’Ambasciata d’Italia a Damasco (e mail:
consolare.damasco@esteri.it), registrandosi anche sul sito dell’Unità di Crisi: www.dovesiamonelmondo.it e
di attenersi alle modalità sotto descritte.
Si raccomanda di evitare le aree dove si sono verificati scontri e in particolare Homs, Daraa ed il sud del
Paese, nonché le zone costiere settentrionali, con particolare riferimento a Lattakia e Banias. Si
raccomanda inoltre di evitare gli assembramenti e di adottare comportamenti consoni al contesto locale,
astenendosi dal fotografare, anche con i cellulari, o riprendere le eventuali manifestazioni.
Durante il fine settimana, specie dopo la preghiera del Venerdì, si sconsiglia di trovarsi in prossimità
delle zone limitrofe alle moschee e di evitare spostamenti non necessari all’interno delle città per il
possibile rischio di trovarsi coinvolti in cortei o assembramenti non prevedibili.
Si raccomanda ai connazionali di verificare l’integrità del passaporto prima della partenza e che sullo stesso
non figurino timbri di entrata o di uscita né di Israele, né di località di frontiera con Israele di Paesi ad esso
limitrofi: si verrebbe immediatamente fermati o reimbarcati, a proprie spese, sul primo volo utile per l’Italia.
Si ricorda che - per recarsi nel Paese - è obbligatorio il visto di ingresso (vedi Informazioni Generali). Si
raccomanda, in particolare, a coloro che dal vicino Libano intendano recarsi in Siria, di munirsi
preventivamente del visto di ingresso siriano da richiedersi all’Ambasciata siriana a Roma (si sono,
infatti, registrati frequenti casi di respingimento, in quanto il visto non è concesso direttamente alla frontiera
tra i due Paesi).
Si suggerisce di sottoscrivere un’assicurazione che comprenda anche la copertura delle eventuali spese
sanitarie ed il rimpatrio aereo del malato.
Ricordiamo che è stato attivato su www.fiavet.it il link con il sito del Ministero degli Affari Esteri
(www.viaggiaresicuri.mae.aci.it) dove è possibile visualizzare tutti gli avvisi su indicati.